VALENTIN TERESHENKO
Valentin Tereshenko è nato e cresciuto nella terra del gulag.
La famiglia, troncata e bistrattata, era ricacciata in condizioni di vita impossibili, in circostanze invivibili. Cattolicesimo, religione ortodossa o protestante. Maestri tedeschi, bielorussi, russi o siberiani.
E maestri lontani e vicini, le cui opere si ammirano nei musei a Irkutsk, Kansk, Tomsk, Omsk, Minsk, Leningrado, Mosca. Van Gogh, Chagall, Repin, Vrubel', Polenov, Shishkin, Levitan. Tereshenko trae a suo modo, un modo mai polemico, l'essenziale della memoria russa, europea e mediterranea e siberiana verso l'impressionismo, verso la grafica, verso la sua scrittura.
Trae i frutti delle avanguardie e di ciò che produceva in Siberia o in Bielorussia o in Ucraina e non diventava mai di moda a Mosca. La sua riuscita è ormai internazionale.
Specialmente nell'ultimo decennio. Tereshenko è il dispositivo intellettuale di ciò che avverrà.
E l'ombra del totalitarismo non incombe più, dinanzi. |